

Il concetto di uptime garantito spesso non riceve l’attenzione che merita da parte dei consumatori, che si trovano a dover decifrare numerosi termini relativi ai servizi di hosting dei siti web. È fondamentale, però, comprendere il significato di questa garanzia e capire l’importanza di considerare l’affidabilità dell’uptime offerto dalle aziende di hosting prima di scegliere il servizio.
Cosa implica il termine “uptime”?
Il concetto di uptime indica la durata in cui un server è attivo e disponibile. Nel contesto di un server per l’hosting di un sito web, l’uptime rappresenta il periodo in cui il server è accessibile e utilizzabile dagli utenti (visitatori e amministratori). Al contrario, quando il server non è accessibile, si parla di downtime o periodo di inattività.
Assicurazione della disponibilità in ore
La maggior parte delle società di hosting web garantisce ai propri clienti un uptime del 99,9%, il che significa che il server potrebbe non essere disponibile solo lo 0,1% del tempo.
Riassumendo, se convertiamo questa percentuale in ore, possiamo dire che il vostro sito potrebbe essere non accessibile per un massimo di 8 ore all’anno, considerando una società che garantisce un uptime del 99,9%. Questo modo di guardare la questione cambia un po’, giusto?
Ci sono occasioni in cui si può dedicare tutto il proprio tempo al relax?
In un normale servizio di hosting condiviso, è quasi impossibile garantire il 100% di tempo di attività continuo. Questo perché diversi fattori possono causare momenti in cui il server non è disponibile, come ad esempio riavvii programmati. Tuttavia, questi tempi di inattività sono di solito brevi e pianificati per avvenire durante periodi di minor traffico sul sito.
In un ambiente di hosting simile al cloud, l’operazione è diversa poiché il server è virtualizzato e non legato a una macchina specifica. Perciò, se è necessaria manutenzione su un server specifico, il sistema di gestione del cloud può spostare le risorse in modo che i siti web ospitati rimangano disponibili senza interruzioni. Tuttavia, anche con un’infrastruttura cloud, è difficile garantire un uptime al 100%. È sufficiente notare che anche grandi aziende come Google e Amazon hanno avuto periodi di indisponibilità per dimostrarlo.
Posso verificare la frequenza con cui viene aggiornato un sito web?
Esistono diverse modalità per calcolare il tempo di funzionamento di un sito web o di un servizio di hosting, attraverso servizi a pagamento o gratuiti che monitorano costantemente il sito o il server inviando richieste regolari. I risultati positivi (sito online) o negativi (sito offline) vengono registrati nel sistema di monitoraggio per visualizzare l’uptime nel periodo desiderato.
I servizi di monitoraggio consentono di ricevere notifiche immediate in caso di indisponibilità del tuo sito web, permettendo di intervenire tempestivamente per ripristinarne il funzionamento.
Per ottenere ulteriori informazioni sull’argomento, consultare l’articolo che spiega come controllare la disponibilità del proprio sito e ricevere notifiche in caso di downtime.
Diritti dei clienti – riferimento alla protezione dei consumatori.
Quando si sceglie un provider di hosting per il proprio sito web, è fondamentale verificare se viene garantito il rimborso in caso di downtime. Tale informazione solitamente è indicata nei termini e condizioni del servizio offerto dall’azienda, anche se non tutti ne sono consapevoli.
A seconda della non disponibilità del servizio, potrebbe essere concesso un mese intero di esenzione. Anche se nessuno desidera che il proprio sito non sia accessibile solo per ottenere uno sconto sulla tariffa mensile, non costa nulla verificare se si ha diritto a tale rimborso.
Se sei alla ricerca di un servizio di hosting affidabile, ti consigliamo di dare un’occhiata a queste aziende che garantiscono un uptime del 99,9%.
Data di pubblicazione: 07/10/2013 (ultima modifica: 07/03/2019)
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